Clicca per avere più informazioni Titolo Descrizione
PSR VENETO 2014 - 2020

Ci avvalliamo dei contributi del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale

Piccola Comunità ONLUS Impresa Sociale usufruisce dei contributi volti allo sviluppo della diversificazione delle imprese agricole così come previsto dal PSR Veneto, Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020. Questa serie di misure concorrono, assieme agli altri fondi strutturali e di investimento europei (SIE), alla realizzazione delle priorità della strategia “Europa 2020”, nel quadro dell’Accordo di partenariato tra lo Stato Italiano e l’Unione Europea.

Dati progetto

Misura

Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese

Tipo d'intervento

Creazione e sviluppo della diversificazione delle imprese agricole

Descrizione operazione

Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020.
Organismo responsabile dell'informazione: Piccola Comunità ONLUS - Impresa Sociale
Autorità di gestione: Regione del Veneto - Direzione AdG FEASR Parchi e Foreste

Finalita'

1.1 L'iniziativa di diversificazione agricola: l'agricoltura sociale L'idea di creare una fattoria, “La Mondaresca”, ad indirizzo sociale, nasce dalla volontà di avviare un'impresa economica finanziariamente sostenibile, che utilizza la produzione agricola, quella zootecnica, le attività connesse, per offrire alla comunità locale servizi occupazionali, educativi, formativi, culturali a vantaggio delle fasce deboli della popolazione (1).
Da una parte dunque una attività di impresa, che dovrà essere competitiva se vorrà rimanere sul mercato, dall'altra un'offerta di servizi di utilità sociale in una visione coerente rispetto alle nuove sfide indotte dalle rapide e profonde trasformazioni della e nella società. Un servizio di welfare che, sempre più, si sta evolvendo, sta orientando i suoi servizi non più e soltanto in mera assistenza, ma secondo una visione di giustizia sociale, per cui è possibile passare dalla presa in carico dei soggetti deboli alla loro partecipazione attiva alla vita sociale ed economica (in accordo tra l'altro con l'assetto strategico di “Europa 2020”)(2), soprattutto per quei soggetti cosiddetti “a bassa contrattualità”.
Nella consapevolezza che avviare una attività di “agricoltura sociale” spinge a riflettere sull’opportunità e sulle modalità necessarie per innestare, all’idea di continuità socio-assistenziale dei servizi, quella di continuità del processo attivo di inclusione sociale delle persone.
Per questi motivi si è resa necessaria una forte integrazione tra i Servizi Sociosanitari dell'ULSS 7, La Piccola Comunità, l'Ente locale e i soggetti che erogano prestazioni nell'ambito della marginalità legata alla cronicità delle patologie.
Esponenti del mondo socio assistenziale ed economico sono oggi concordi nel ritenere che l'agricoltura sociale “può essere considerato come un processo di retro-innovazione, secondo il quale gli agricoltori, gli operatori socio-educativi e sanitari, si riappropriano di competenze diffuse nel mondo agricolo per riadattarle ai bisogni contemporanei delle comunità attraverso processi di scambio reciproco di conoscenze”(3).
Gli utenti target che si intendono coinvolgere nella nuova struttura sono:
- soggetti autosufficienti al 100% dal punto di vista della gestione dei bisogni primari;
- soggetti con risorse personali e lavorative discrete e implementabili, ma che necessitano di un contesto “protetto” per un tempo medio lungo;
- soggetti con possibilità di assumere un ruolo proattivo e produttivo per sé e per la società; che rappresentano soggetti con una marginalità sociale evoluta, che si differenzia da quella più estrema in cui il bisogno principale è di natura assistenziale sia sul piano fisico che sociale. Ad esempio soggetti in carico ai servizi sanitari e sociali dei comuni con disabilità media, con disagio psichiatrico medio, con una lunga storia di dipendenza non attiva. Inoltre donne maltrattate in situazione di marginalità e soggetti con nuove povertà emergenti. A questi si aggiungeranno utenti “generali”, la popolazione del territorio, da coinvolgere in attività culturali, sociali e di sensibilizzazione.
1.2 Struttura agricola aziendale Il corpo aziendale è costituito da una dotazione di terreni agricoli che ammonta complessivamente ad ettari 5.98.94, di cui Ha 2.99.17 in proprietà e Ha 2.99.77 in affitto.
Buona parte di essi è formata da ex prati e pascoli (Ha 5.74.65) parzialmente imboschiti, da adibire a pascolo brado previo miglioramento, allo scopo di ripristinarne la loro naturale vocazione. La restante superficie di ettari 0.24.29, è utilizzata a orto, serra e fabbricati.
Tra i fabbricati, l'ex agriturismo, costituito da una sala di ristorazione, una cucina, servizi dispensa, 11 camere (in media due posti letto ciascuna, compresi i posti letto per gli operatori socio assistenziali), sette bagni, una lavanderia e un piccolo ufficio provvisorio.
(1) Come da finalità espresse in Legge Regionale 28 giugno 2013, n.14, articolo 1.
(2) http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/index_it.htm
(3) Agricoltura sociale: se l’agricoltura batte il 5. A cura di : Francesco Di Iacovo, Dipartimento di Patologia Animale, Profilassi e Igiene degli Alimenti Facoltà di Medicina veterinaria Università di Pisa. A. 2010.

Risultati ottenuti

2.1 Gli interventi
Tutte le opere previste si concentrano su un unico fabbricato (annesso rustico) costruito su due piani. La parte inferiore risulta attrezzata a ovile con annessi locali di servizio.
Il progetto prevede la sopraelevazione di una porzione del fabbricato, verso ovest, per l’inserimento delle attività di diversificazione che consisteranno nell'aumento della capacità ricettiva, ricavando quattro locali da adibire a camera da destinare ad operatori e ospiti, nelle attività collegiali di riunione, formazione operativa, organizzazione, promozione, mediante apprestamento di una sala riunioni con annesso ufficio.
È prevista inoltre la creazione di una sala per la trasformazione dei prodotti agricoli; latte di capra in formaggi e frutti in confetture e marmellate.
2.2 I servizi extra agricoli da sviluppare
La fattoria sociale “La Mondaresca”, come detto, scommette sulla creazione di un circolo virtuoso fra due logiche apparentemente contrapposte:
l'attività di impresa produttrice di reddito e capace di stare sul mercato e l'offerta di servizi di utilità sociale in particolare per quanto riguarda il welfare.
Un welfare che, se da una parte mantiene necessariamente una linea assistenziale, dall'altra, al fine di rispondere ai rapidi mutamenti della società, cambia logiche e processi avviando soggetti cosiddetti a “bassa contrattualità” nel mondo del lavoro.
Per innescare questo processo, sono state ipotizzate le seguenti strategie.
- Attività, culturali, di promozione, di diffusione delle conoscenze, di crescita individuale, nell'ambito dell'agricoltura biologica, del giardinaggio, dell'allevamento, della trasformazione dei prodotti, ma anche
Collaborazioni e compartecipazione delle conoscenze con altre realtà agricole e sociali, con maneggi, fattorie didattiche, scuole;
Cura della sentieristica e dei boschi;
Attività sportive in forma di passeggiate, trekking, giornate ecologiche, giornate scientifiche, etc.
In particolare le attività lavorative rivolte agli ospiti, come anche quelle collegiali, in forma di riunioni tematiche, culturali, formative, educative, organizzative, hanno il preciso scopo di promuovere le abilità residue nel campo lavorativo e facilitare un'evoluzione, nei soggetti deboli (ospiti), verso un ruolo sociale attivo e non assistenziale, permettendo all'individuo di produrre le risorse per il proprio auto sostentamento.
Ma anche per ampliare le opportunità di integrazione lavorativa attraverso percorsi formativi e di orientamento mirati e personalizzati e moltiplicare le occasioni di integrazione e inclusione sociale, in un contesto lavorativo accogliente.
Tutte attività necessariamente collegate all'attività agricola di produzione e di allevamento in quanto basi per la crescita economica, culturale, sociale della comunità. Per quello che riguarda le potenzialità legate all'offerta commerciale, legate alla vendita dei prodotti e servizi, l'ambizione à di ottenere una sostenibilità economica che possa parzialmente compensare, nel medio-lungo periodo, i costi fissi e variabili che la struttura sostiene e che non vengono finanziati dagli Enti partner.
L'attività di agricoltura sociale ha come fine istituzionale l'inserimento e reinserimento di persone con disabilità e dunque l'aspetto economico finanziario diviene secondario rispetto ai benefici sociali che tale attività crea. Benefici che comunque, riversano nella società, valori economici monetizzabili.

Importo finanziato

Il presente progetto è stato ammesso a finanziamento per un importo pari a 199.896,08 €uro.
Si riporta la specifica degli importi di spesa e contributi finanziati (tratto da Comunicazione AVEPA).

Descrizione categoria di spesaSpesa tecnica interventiSpesa ammessa% contributoContributo ammessoSpese generali€ 19.174,14€ 19.174,14 50%€ 9.587,07Ristrutturazione e ammodernamento beni immobili€ 360.235,00€ 360.235,0050%€ 180.117,50Acquisto macchine e attrezzature€ 22.647,80€ 22.647,8045%€ 10.191,51TOTALI€ 402.058,94€ 402.058,94€ 199.896,08




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DATI PROGETTO

Misura

P.S.R. 2014-2020 - Misura 4.4.1. – D.G.R. 2175 del 23 dicembre 2016

Intervento

Recupero naturalistico ambientale e riqualificazione paesaggistica di spazi aperti montani e collinari abbandonati e degradati.

Descrizione Operazione

L’intervento qui descritto, è stato finanziato con bando per la misura 4.4.1 del PSR, avente come oggetto “Recupero naturalistico ambientale e riqualificazione paesaggistica di spazi aperti montani e collinari abbandonati e degradati”.
L’area interessata corrisponde alla parte sommitale di parte della cima del Monte Mondragon di Arfanta, Tarzo.
La quota va dai 390 ai 430 metri sul livello del mare, interessando soprattutto il versante sud ed in minima parte il versante nord.
Gli interventi hanno riguardato una superficie di due ettari circa e sono stati svolti nell’arco di due anni (stagioni 2017-2018 e 2018-2019). Attualmente la superficie è in fase di dinamismo botanico, in seguito a colonizzazione di specie arboree appartenenti ad associazioni di Orno-Ostrieto su substrati calcarei in precedenza condotti a prato-pascolo. Questa evoluzione ecologica si sta protraendo da circa trenta anni.
L’autorità forestale ha definito tali aree coperte “a bosco” e per questi motivi è stata avviata una prima fase autorizzatoria per l’eliminazione parziale della componente arborea e per il rilascio di nulla-osta paesaggistico.
La prima fase di intervento, due stagioni, è stata indirizzata al taglio delle piante arboree e al miglioramento qualitativo del prato-pascolo.
Il taglio è stato selettivo tale da lasciare una copertura complessiva media del 20%, a fronte di un 40% esistente medio.
L’obiettivo del progetto è sì, permettere l’insediamento di un manto erboso più appetibile e vario, in quanto a composizione floristica, ma anche lasciare nuclei boscati disposti in modo assolutamente casuale a creare isole ecologiche che, oltre a migliorare l’assetto naturale, contribuiscano a preservare la stabilità idrogeologica, connotare il paesaggio e fornire aree rifugio alla mandria durante le giornate più calde dell’estate.

Risultati

Il recupero naturalistico delle aree agricole abbandonate e degradate, ha compreso le seguenti lavorazioni principali, in ordine di esecuzione:
a) Taglio di vegetazione arborea infestante, inclusa raccolta, concentrazione e allontanamento del materiale di risulta;
b) Taglio di arbusti infestanti effettuato con mezzi meccanici e manualmente (roncole, falcetto);
c) Trinciatura, raccolta, concentrazione e allontanamento del materiale di risulta erbaceo e arbustivo;
d) Preparazione del substrato atto ad accogliere il fiorume di erba importato da siti idonei, con sfalcio e decespugliamento dei cespi di Brachipodio;
e) Inerbimento con sementi di specie erbacee autoctone: miglioramento del pabulo mediante semina di fiorume (autunno-primavera) proveniente da prati pascoli ecologicamente vicini alla tipologia locale (fine primavera-inizio estate).
Seguiranno, negli anni futuri i miglioramenti tesi a conservare il pascolo nelle migliori condizioni, mediante eliminazione di specie indesiderate con sfalci e pascolamento programmato.

Superficie effettiva interessata dal miglioramento ambientale:
- SUP. TOTALE 20.674 m2;
- SUP. EFFETTIVA 17.842 m2 pari ad ettari (Ha) 1.78.42.

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